Spagna ed Andorra - ingirula.it

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Viaggi e percorsi > Spagna ed Andorra
SPAGNA nord e centro, ANDORRA La Vella, FRANCIA qui e là
11 giorni, 4570 km, quasi 63 ore in sella
31 luglio - 10 agosto 2024

Percorso Google Maps giorno 1
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                                                                                                                                                                                           gpx giorno 2
Percorso Google Maps giorno 3
                gpx giorno 3                                                                                                                  Percorso Google Maps giorno 4
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Percorso Google Maps giorno 5
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                                                                                                                                                                                           gpx giorno 6
Percorso Google Maps giorno 7
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                                                                                                                                                                                           gpx giorno 8
Percorso Google Maps giorno 9
                gpx giorno 9                                                                                                                  Percorso Google Maps giorno 10
                                                                                                                                                                                         gpx giorno 10
Percorso Google Maps giorno 11
                gpx giorno 11

Costi totali tra pasti e snack, souvenir, benzina, autostrada all'andata in Francia, hotel, parcheggi ecc...
2120 euro in 11 giorni

31 luglio 2024 (495 km):
Ore 5 del mattino, come prefissato, partenza da Rivarolo Canavese (TO). Ufficialmente ci siamo "imposti" come meta “ultima” la Torre di Ercole” a La Coruna (SP). Ma il progetto non è definito ma in divenire, quindi con tappe a scelta lungo il percorso.
Tangenziale per una mezz'oretta per poi deviare verso Pinerolo e salire al Col del Sestriere. Dopo una breve colazione e qualche foto proseguiamo per il Colle del Monginevro, anch'esso molto noto in zona in quanto passaggio per la Francia e altri colli non lontani dal Piemonte. Vi parlo dei 2 colli appena citati qui.
Scendiamo a Briançon e proseguiamo seguendo verso Aix en Provence fino a raggiungere Savines Le Lac, sul lago di Serre-Ponçon che ormai conosciamo bene.
Attraversato il lungo ponte sul lago continuiamo via statale fin quasi ad Aix, dove ci fermiamo per il pranzo. Siccome il viaggio è lungo e la zona l'abbiamo già vista numerose volte, optiamo per un tratto di autostrada.
Lungo il tragitto vediamo l'indicazione turistica "Les Penitents", ed osservando con più attenzione notiamo delle formazioni rocciose a forma monaci (o camini). Si tratta dei Penitenti, formazioni tipiche della zona dell'alta Provenza. Nel corso del tempo il susseguirsi di acqua e vento ha lavorato queste rocce dando la forma di monaci incappucciati appunto. La leggenda narra che fossero frati, e che vennero pietrificati per aver sedotto donne musulmane. Leggenda a parte, scorrendo veloci sulla strada, sono belle da vedere. Più vicine e più lontane e così via.
Seguiamo intanto per Montpellier e ci fermiamo per il pernottamento all'hotel Les Mimosas di Lunel. Prezzo fantastico visto che ha anche parcheggio privato e custodito e piscina. Quindi all'arrivo ci concediamo una bella nuotata e un po' di relax sulle sdraio a bordo piscina. E poi cena in hotel, nella bella e tranquilla area esterna. Cena buona e abbondante ma abbastanza cara se consideriamo che abbiamo speso quanto una notte in 2. Comunque il prezzo era visibile e siamo stati noi a scegliere il confort dell'hotel, quindi nulla da dire.

1 agosto 2024 (circa 550 km):
Dopo una bella notte rigenerante decidiamo di fare colazione (non avendola prenotata in hotel) alla pasticceria/panetteria che c'è fuori dal cancello dell'albergo. Come spesso succede in Francia hanno la macchina del caffè e quindi colazione con dolci, salati e caffè. Una volta rimpinzati partiamo, con l'intenzione di raggiungere la Spagna per la notte. Quindi prendiamo l'autostrada verso Tolosa, ma ci fermiamo poco dopo lungo il tragitto per visitare la Cattedrale di Narbona, che avevamo intravisto dall'autostrada.
Bella e grande, nel centro storico di questa città, con mostre artistiche e molte indicazioni. Risalente al tredicesimo secolo, in passato era chiamata Cattedrale dei Santi Giusto e Pastore.
Dopo aver ammirato la sua maestosità riprendiamo l'autostrada e verso le 18 superiamo il confine e ci ritroviamo nelle regioni basche spagnole.
Anzitutto c'è da dire che in buona parte le autostrade spagnole sono non a pagamento, o comunque offrono, tranne forse nella parte dei Paesi Baschi, superstrade gratuite a più corsie con limiti sui 120 km. Tuttavia, appena oltrepassato il confine, c'è un primo casello in direzione Gurutze appunto!
Seconda cosa: io ero giá stata in Spagna del nord in passato e mi era piaciuta molto. E soprattutto capisco abbastanza bene lo spagnolo. Ma la prima impressione entrati in questa zona della Spagna è stata strana. Sembrava di essere in qualche paese dell'est e i cartelli erano perlopiù in una lingua incomprensibile.
Ho poi ricordato che era il dialetto (che parlavano più dello spagnolo direi). Ad ogni modo cerchiamo un hotel, ma come nell'ultima parte di Francia prima del confine (verso Biarritz per intenderci) sono abbastanza cari. Alla fine ne troviamo uno che costa un po' meno e che non è troppo lontano. Non ha un punteggio ottimale ma non ne parlano male.
Arriviamo in questa struttura a Gurutze, ampia e con un grande potenziale, spersa in mezzo a verdi colline. Poiché il signore alla reception è tutto fuorché accogliente e gentile, decidiamo di cenare nel pub che c'è a due passi e ci rifocilliamo con due mega hamburger buonissimi.

2 agosto 2024 (270 km):
La mattina (purtroppo) facciamo una cara colazione in hotel. Insomma, bella struttura ma ve la sconsigliamo! Sarebbe ok per la metà del prezzo pagato, ma così proprio no!
Ad ogni modo ripartiamo sotto una nebbiolina fitta, a tratti una vera e propria pioggerella. Mettiamo e togliamo gli anti-pioggia più volte e proseguiamo lentamente. Infatti le strade sono piene di buche e molto scivolose. Inoltre, volendo evitare le autostrade, alterniamo tratti di superstrada dritta e tratti tra mezzi colli umidi.
Dopo qualche ora ci fermiamo per ammirare le coste di San Sebastian. Quindi attraversiamo il centro, percorriamo il lungo mare con le sue lunghissime spiagge e ci fermiamo a passeggiare su una di queste. Io c'ero stata in passato, ma sono davvero enormi come ricordavo. Larghe e lunghissime, direttamente attaccate al cento città, con tutti i palazzi e le bellissime case.
Ripartiamo e proseguiamo fino all'ora di pranzo. Essendo nei pressi di Bilbao, sul finire dei paesi baschi, decido di fare vedere a Giuliano l'esterno del Guggenheim Museum, con il ragno di ferro e il Puppy di fiori che ben ricordo.
Entriamo quindi nel centro e iniziamo a passeggiare lungo il fiume con i suoi numerosi ponti moderni e architettonici. Scegliamo un localino che presenta numerosi Pinchos, le tapas basche. Io ne provo alcune, soddisfatta di poterle assaggiare, mentre Giuliano opta per un piatto di pasta.
Proseguiamo girando per le vie del centro e tornando poi ad osservare la particolare struttura del Guggenheim Museum, un museo di arte contemporanea inaugurato nel 1997 per ripopolarizzare Bilbao. Progettato da un architetto statunitense, ha una struttura che mi ricorda un po' l'Opera House di Sidney, decisamente particolare.
Infine torniamo in sella e proseguiamo il viaggio, direzione Santander. Ci ero stata nel 2008 e la ricordo molto moderna.
Troviamo un hotel fuori dal caos, nella regione della Cantabria a Queveda.
Queveda è fondamentalmente un paesino in mezzo a colline verdeggianti, tranquillo, pieno di case vacanza lussuriose. A pochi chilometri dalla bellissima Santillana de Mar, che se avete tempo, vi consigliamo di visitare.
Anche il nostro hotel Felisa Spa è bellissimo e non caro, soprattutto per ciò che offre. Anzitutto per le moto possibilità di parcheggio nel garage al coperto, senza extra.
Di fronte all'hotel un localino stile pub dove decidiamo di mangiare. Come risaputo in Spagna si mangia più tardi. E non c'è proprio la possibilità di anticipare. Infatti aprono dalle 20 per la cena. Quindi passeggiamo un po' per la lunga via del paesino, ammirando le case. E dopo un ottimo paninazzo ed una Cerveza per me, torniamo a riposarci in hotel.

3 agosto 2024 (450 km)
Partenza di buon mattino e via, lungo la costa nei pressi della bellissima Llanes. Anche in questo caso l'avevo visitata con la famiglia nel 2008 e ricordo benissimo il centro della cittadina, veramente splendido, e le coste frastagliate meravigliose.
Ci fermiamo per ammirarle su una bellissima spiaggia tra le rocce a picco sull'oceano, a Playa de San Arcolin. C'è anche un bar, dove facciamo colazione con vista.
Passeggiamo sulla sabbia finissima, fotografando i costoni di roccia e le insenature. Risaliamo per vederle anche dall'alto: davvero meravigliose, indescrivibili!
Ripartiamo e per pranzo ci fermiamo nei pressi di San Pedro de la Ribera, alla Playa de San Pedro, di cui vi lasciamo un breve short di presentazione qui. Una spiaggia bellissima, non enorme ma paradisiaca. Incastonata tra le rocce. Si parcheggia gratuitamente nella zona fronte camping a circa 5 min a piedi dalla spiaggia, altrimenti si paga circa 3 euro per percorrere anche l'ultimo tratto in auto e parcheggiare praticamente davanti alla spiaggia.
Ci godiamo un attimo di relax e cerchiamo un posticino per mangiare. Optiamo per un panino/hamburger al chiosco fronte camping e poi ripartiamo.
Lungo il percorso ci sono tantissime, ma davvero tantissime pale eoliche. Quelle bianche come le abbiamo in Italia, ma moltiplicate all'ennesima potenza. Sembrano invincibili, in gruppi numerosi sulle colline.
Inoltre si vedono numerose aree costiere inviterebbero ad uscire per visitarle, e se fossimo ricchi pensionati senza impegni sarebbe bello. Ma non è possibile.
Tuttavia svoltiamo verso Ribadeo, seguiamo costa ed indicazioni un po' a caso, e ci ritroviamo al magnifico Faro di Isla Pancha. Costruito a partire dal 1857 come faro, negli ultimi anni è anche diventato un hotel.
Il parcheggio nei pressi del faro è davvero piccolo. Ma la vista è meravigliosa: tra rocce, insenature, colori mozzafiato. Si attraversa un piccolo "ponte" per salire sul costone su cui si trova il faro. La visita intorno è gratuita e aperta a tutti, volendo c'è anche un bar con vista. Ci facciamo un giro intorno con mille foto e poi ci spostiamo a vedere i dintorni del faro percorrendo l'Estrada do Faro fino a "O Cargadoiro". Interessante la storia. Nel momento del commercio del ferro era stato costruito per caricare le navi. Ora è rimasto ciò che appare come un mezzo ponte, punto panoramico sui dintorni.
A pochi passi anche i resti del Forte di San Damiano e un albergo per pellegrini, piccolino e ben organizzato. Ovviamente in giro è ormai pieno delle pietre che segnalano il Cammino di Santiago. Ce ne sono tantissime, ma mi emoziono comunque alla vista di ognuna.
Ripartiamo ed arriviamo nella città di La Coruna, dove ci sistemiamo in periferia, ad Arteixo, al Hotel Costa Altantica. Albergo non proprio comodissimo ai servizi poichè resta un po' fuori e scomodo al centro. Ma per quel che serve a noi va benissimo ed è pulito.
Poichè combinazione anche i miei genitori sono a La Coruna in campeggio da qualche giorno, decidiamo di vederci per cena, a circa 1800 km da casa!!!

4 agosto 2024 (ca 150 km)
Fatta colazione al comodissimo bar collegato all'albergo, partiamo per la famosa visita al Faro/Torre di Ercole che ci ha portato fin qui!
Si tratta di un antico faro romano del II secolo d.C. È alta 48 metri e la sua particolarità è che è il faro ancora in funzione più antico esistente al mondo; è inserita tra i patrimoni dell'umanità Unesco.
Aspettiamo che apra la biglietteria per effettuare la visita. Il biglietto intero costa 3.09 euro cad (direi solo!) ma mi raccomando di ACQUISTARLO AL CHIOSCO DEL PARCHEGGIO. Infatti per raggiungere la Torre c'è un tratto da fare a piedi, in salita e purtroppo (non essendo molto ben indicato) tante persone arrivano all'ingresso della Torre per scoprirlo e dover tornare indietro!
Fatto il biglietto saliamo verso la torre godendoci i colori che la circondano. Infine saliamo, scaletta dopo scaletta, livello su livello, fino alla cima da cui si gode di una bellissima vista sulla città di La Coruna e soprattutto sull'Oceano circostante.
Davvero bello e merita assolutamente i pochi soldi spesi.
Una volta ridiscesi camminiamo sulle stradine sterrate circostanti, che portano ad un mega corno e a panchine semi sdraiate con una bellissima vista oceano. E ad una spiaggetta sull'altro lato della Torre. Fa davvero molto caldo!
Ripresa la moto ci dirigiamo verso il centro storico de La Coruna, nella zona del Castillo di San Anton per intenderci. È un castello del quindicesimo secolo situato sull'Oceano, ed insieme ai castelli di Santa Cruz e di San Diego formava una rete strategica per la difesa della città di La Coruna. Non era nostra intenzione visitarlo, ma il biglietto costa soltanto 2.06 euro, quindi decidiamo di entrare.
E devo dire che non mi delude. Mi ha ricordato molto il Castello di Bodrum (Turchia) per chi ci è stato. Su più livelli visitabili, essendo antico non si vedono stanze e mobilio, ma oggettistica dell'epoca. E vedute sulla città. E poi lungo in un'insenatura lungo un corridoio c'è una sorta di stanza pozzo, particolare e dove volendo si posso prendere delle boccette di acqua (già pronte).
Insomma, soddisfatti facciamo pochi passi per raggiungere il centro storico e, passeggiando per le caratteristiche viuzze, cerchiamo qualcosa da mangiare. Dopo una passeggiata torniamo alla moto e lasciamo La Coruna. Inizialmente verso Santiago de Compostela, ma deviando verso Finisterre lungo il percorso.
Ne ho sempre sentito parlare ed ero troppo curiosa per non raggiungerla mentre ci ero così vicina. Avendo tempo anche la strada dei fari sarebbe bella, nel promontorio di Finisterre.
Raggiungiamo la punta più meridionale fino al faro e alla croce sul mare. Si tratta di un comune chiamato Fisterra in galego, lingua della regione della Galizia, in cui si trova. Il nome spagnolo invece deriva dal latino finis terrae: fine della terra. Infatti il capo di Fisterra è uno dei punti più occidentali della Spagna peninsulare.
Altra curiosità è che si trova nella cosiddetta Costa della Morte, nome dovuto alle numerose perdite di vite a causa di naufragi in ogni epoca.
Una volta giunti troviamo un parcheggio abbastanza ampio, di cui un'area apposita per le moto, fronte croce. Ci sono un paio di chioschi di souvenir, con  prezzi accessibili considerata la zona. E poco oltre il famoso faro e la croce dove i pellegrini lasciano un simbolo del loro passaggio: ci sono pietre, abiti, conchiglie, bastoni del pellegrino... Ognuno ha lasciato ciò che per lui è stato importante lungo il Camino. Ma perchè il Cammino si chiama di Santiago eppure i pellegrini arrivano qui?
Il cammino terminava a Santiago con la Cattedrale, tuttavia molti pellegrini preferivano prolungare il pellegrinaggio di un centinaio di chilometri per poi purificarsi con un bagno nell'oceano e raccogliere una delle conchiglie della spiaggia come prova del loro viaggio. Proprio per questo motivo, nei pressi del faro si trova il cippo, la famosa pietra del Cammino portante la scritta chilometro zero.
Stanchi del caldo e del lungo viaggio decidiamo di cercare un hotel più vicino di Santiago e vista la zona spettacolare ci fermiamo nel paese di Finisterre, a circa 8 km dal faro, al hotel Faro de Finisterre. Prezzo ottimo, camera semplice ma pulita, vista oceano ed in centro paese.
Usciamo per una cena lungo oceano dopo una bella passeggiata in questo paese così festoso e rilassante.
Sarà la stanchezza, l'aria mistica della fine del mondo o di questo paesino così vacanziero... ma forse solo da stasera riesco a godermi il viaggio. Avete presente quando siete talmente stanchi da non potervi rilassare nemmeno in vacanza? Ecco. Ma proprio qui, passeggiando tra giostre e numerosissimi ristorantini mi rendo conto che siamo in vacanza.

5 agosto 2024 (380 km)
Al mattino presto partenza per Santiago e sosta per la colazione a Vimianzo, dove possiamo ammirare il castello, uno dei più ben conservati della Galizia, costruito nel tredicesimo secolo.  
Lungo il tragitto possiamo ammirare nuovamente i famosi Horreos, i granai galiziani, di cui non ho ancora avuto modo di parlarvi.
Si tratta di granai appunto, caratteristici di Galizia, Asturia e Portogallo settentrionale. Strutturati a forma di capanna, in pietra o in legno, con pareti fessurate per permettere la ventilazione interna. Si vedono bene perchè sono poggiati su pilastri di pietra per evitare che animali come topi e umidità vi entrino dentro e si trovano nei cortili, nei giardini e ormai, per decorare le abitazioni, spesso anche sulle colonne dei cancelli. Sono davvero particolari, ce ne siamo innamorati!

Ammirando il paesaggio, i pellegrini di ogni età ed etnia e gli horreos, arriviamo così a Santiago de Compostela.
Da anni ho il desiderio di fare un tratto del Cammino; quindi l'intenzione di tornarci come pellegrina ed entrare nella Cattedrale dove essermi "meritata" la visita c'è. La visita di oggi sarà una veloce anteprima.
Anzitutto se volete visitare l'interno della Cattedrale (musei a parte: sono a pagamento) è gratuita e basta mettersi in coda. Per evitare di stare sotto il sole a lungo vista l'affluenza, vi consiglio di entrarvi a pranzo, è decisamente meno affollato.
Il centro è limitato al traffico non locale, quindi parcheggiamo la moto e ci avviciniamo a piedi, ammirando la Cattedrale da lontano. Entrando nel centro storico iniziano viuzze molto caratteristiche e piene di negozi di souvenir. Ce le godiamo fino alla piazza di fronte alla maestosa Cattedrale, a cui giriamo intorno per ammirarla da ogni lato.
Il nome originale è davvero lungo e vi lascio indicazioni se vi interessa nello specifico. Chiamata brevemente cattedrale di San Giacomo di Compostela (patrono di Spagna) è stata consacrata nel 1211 ed ha subito numerose modifiche nel corso degli anni.
Il corpo del santo fu ritrovato nell'area e per questo fu costruita una prima chiesa a lui dedicata, che man mano crebbe di dimensioni ed importanza e al cui interno si trovano le reliquie dell'apostolo. È uno dei santuari cattolici più importanti al mondo nonchè la fine del Cammino di origine medievale che vede ormai partenze da numerose città.
Dopo un pranzo sotto la Cattedrale torniamo in sella e partiamo per il rientro ufficiale, passando dai pressi di Lugo e pernottando in un hotel assolutamente favoloso: La Lecheria, a Val de San Lorenzo. Abbiamo lasciato la Galizia e i suoi horroes, passando alla regione di Castiglia e Leon e ci troviamo a circa 50 km da Leon. La struttura era una vecchia latteria e gli interni sono meravigliosi. Fronte reception c'è anche la possibilità di acquistare alcuni prodotti tipici che proveremo a colazione, inclusa nell'ottimo prezzo.
La stanza è favolosa, con mobili in legno antico, un balconcino e prodotti per il corpo favolosi.
Usciamo a passeggiare per il piccolo paesino e ceniamo, provando anche una specialità tipica: i tequeños. Si tratta di stuzzichini fritti ripieni di diverse cose. Vi lascio il video del nostro assaggio per capire meglio!

6 agosto 2024 (440 km)
Dopo una colazione favolosa, con prodotti freschissimi di produzione locale come burro di vario genere (tra cui al cioccolato) e torta di mele freschissima, partiamo e proseguiamo fino alla mia amata Burgos dove, vista l'ora, ci fermiamo per visita e pranzo. Visto il gran caldo lasciamo la moto in un parcheggio in centro, al coperto, e ci spogliamo "versione estiva" per visitare.
Passeggiamo nelle vie centrali intorno alla magnifica ed enorme Cattedrale gotica, dedicata alla Vergine Maria. Il prezzo d'ingresso ci sembra un po' alto e saltiamo la visita interna continuando a girarci intorno. Pranziamo da Tora, uno street food asiatico, dove optiamo per un wok personalizzato, ottimo!
Dopo la vestizione ripartiamo nuovamente e lungo la strada, all'altezza di Tosantos (ancora Castilla e Leon), notiamo alla nostra sinistra le caverne scavate nella roccia. Il paesino è davvero piccolo, nonostante ci passino molti pellegrini. Ma si possono vedere queste grotte ricavate in una roccia di gesso. Interpretati come opera dei Mori, ormai sono in gran parte non accessibili, alcuni addirittura sono stati ritoccati. Anche la Ermita della Virgen de la Pena (pena significa roccia), il monumento principale proprio di Tosantos, è stato scavato in uno sperone di roccia e tutt'oggi ci si arriva in processioni per le celebrazioni.
Le ammiriamo dalla strada e pian piano superiamo anche Logrono e arriviamo alla torrida Saragoza, con ben 38* alle 20 di sera.
Torrida perchè è la mia seconda volta a Saragoza e anche alla prima visita nel 2008 mi ero sciolta di caldo, tanto da non godersi quasi nemmeno la visita.
Ci riposiamo un attimo al B&B Hotel Zaragoza Plaza Mozart e poi ci avventuriamo alla scoperta del centro, che dista circa 20 minuti a piedi. Accaldati superiamo il ponte di Pietra sul fiume Ebro, che offre una vista bellissima sulla Basilica di Nostra Signora del Pilar. Passeggiamo per le viuzze adiacenti alla piazza, in mezzo a negozietti e meraviglie storiche di questa città dell'Aragona, fino a raggiungere l'altra Cattedrale: La Seo, Cattedrale del Salvador.
Per tornare sui nostri passi decidiamo, vista la stanchezza ed il gran caldo che persiste, di provare i monopattini con le app di noleggio.
E così in un attimo, e soprattutto con non poco divertimento, torniamo in hotel.

7 agosto 2024 (435 km)
Partenza di buon mattino per Cervera, città del FunClub dei fratelli Marquez.
Chi conosce Giuliano sa che è un fan di Marc Marquez. Quindi andiamo a visitare lo store e la città natale dei due fratelli. Non fosse per il negozio, ampio e ben tenuto, la cittadina in sè non ha nulla di speciale, a nostro parere.
Ma i territori circostanti, così desertici per alcuni aspetti, sono molto belli da vedere viaggiando.
Superiamo Lleida e nei pressi di Bassella vediamo l'indicazione del Museu de la Moto; così decidiamo di visitarlo (nonostante i 14 euro a persona di biglietto). Permette di fare un viaggio nel mondo di moto e altri ciclomotori dalle origini. Una collezione ricca e davvero valorizzata. Ogni pezzo è ben tenuto e ha la sua targhetta dettagliata.
Mangiamo pranzo allo snack bar che si trova nel piazzale del museo e ripartiamo per entrare nello stato di Andorra, di cui avevo una gran curiosità. Andorra ne è la capitale: la più alta d'Europa a 1023 m d'altitudine. Detta anche La Vella o capitale dei Pirenei, su cui si trova, non ha aeroporti nè stazioni ferroviarie.
Cerchiamo di avvicinarci al centro storico di Andorra la Vella (la Vecchia) il più possibile, attraversando moderne strade in questo stato che appare lungo e stretto tra le montagne. Ed infatti è tutto su più piani, sottile su tanti piani. E decisamente con auto non di poco valore. Praticamente ogni auto con targa locale è di lusso.
Parcheggiamo ascendendo in un parcheggio multipiano, da cui l'ascensore sale e scende per circa 8 piani, portando al centro storico o alla città "moderna".  Risaliamo al centro storico ed iniziamo a passeggiare per questa strana cittadina, con viuzze caratteristiche ed edifici storici, immersi in mezzo a palazzi con vetrate e grandi marchi. Il tutto circondato da queste vicinissime montagne.
Una delle idee prese in considerazione era quella di cercare un hotel in questo stato, tuttavia due problemi ci fanno cambiare idea.
1- i costi per utilizzare il cellulare sia per chiamare che per internet sono decisamente elevati, quindi siamo senza cellulare a meno che non cerchiamo un wifi in qualche bar.
2- i costi degli hotel sono decisamente più alti che in Spagna/Francia.
Quindi dopo aver passeggiato un po' e aver provato un bubble tea ottimo, persino con tracolla da asporto, torniamo al parcheggio e ripartiamo attraversando il resto dello stato di Andorra, direzione Francia.
La benzina qui costa ancora meno che in Spagna, dove già era ad un ottimo prezzo rispetto a quanto siamo abituati da anni. Ne approfittiamo e proseguiamo godendoci queste strade tra i costoni delle montagne, lasciandoci alle spalle la città principale dello stato e attraversando altri paesini.
Scopriamo che ci sono due possibilità: attraverso il Tunel d'Envalira, lungo quasi 3 chilometri e a pagamento, oppure tramite una strada "parallela" che sale al Port d’Envalira. Circa 10 minuti più lunga ma con curve. In moto ovviamente optiamo per la seconda e saliamo fino al Belvedere da cui si ha una bellissima vista. Il colle d'Envalira è il passo dei Pirenei più alto della catena montuosa e anche il più alto d'Europa (2409 m) ad essere aperto tutto l'anno.  Foto di rito e scolliniamo in Francia, riscendendo immersi nella nebbia.
Proseguiamo tra i monti fino al pesino di Foix dove pernottiamo in un hotel semplice ma pulito, con parcheggio coperto privato per le moto e vicinissimo al ristorante Buffalo Grill dove ceniamo.

8 agosto (370 km)
Proseguiamo sempre via statale verso Albi e poi per Rodez, con l'intenzione di andare a vedere le Gole di Nan che avremmo voluto visitare a Pasqua ma che, visto il meteo, non avevamo visto.
Tuttavia lungo il percorso deviamo per attraversare il viadotto di Millau, un ponte autostradale a pedaggio, che attraversa la valle del Tarn. Lungo 2460 m ed alto 343 m, è il più alto ponte veicolare in Europa, nonchè uno dei più alti al mondo.
Paghiamo il pedaggio di ben 6.50 euro e lo attraversiamo, per poi attraversare le colline che lo circondano e la Valle del Tarn, ammirandolo da lontano.
Seguiamo le indicazioni per le Gorges du Tarn, entrando nel dipartimento della Lozère ed ammirando questi canyon scavati dal fiume Tarn. Proseguendo ci ritroviamo in un saliscendi di paesaggi dei grandi altopiani.
Attraversiamo quindi la cittadina di Mende e dei parchi nazionali che la circondano ed attraverso il Col de la Loubiere, arriviamo al rifugio "Montlo Relais des Cerfs", a Mont Lozère, immersi del tutto nella natura.
Cena e pernottamento proprio in questo caratteristico e pittoresco rifugio, del tutto diverso da ciò a cui siamo abituati.

9 agosto (235 km)
Ripartiamo con il fresco della zona, direzione Gole di Nan e attraversiamo il Col de l’Escrinet fino al lago di Villefort, dove facciamo una breve sosta nella bella Rosieres.
Attraversiamo la caotica Valence, che per ciò che abbiamo visto non c'è piaciuta per niente. Pranziamo e giungiamo invece alle piccole città di Romans sur Isere e Cognin les Gorges, dove inizia il percorso per le tanto attese Gorges du Nan. Si tratta di un canyon al fondo del quale scorre il fiume Nan e che collega appunto Cognin-les-Gorges con i massicci della zona del Vercors. La strada che percorriamo è stata creata nel 1894, su ciò che era una mulattiera, in parte ancora visibile.
Il primo tratto, poco dopo Cognin, è davvero stupendo, proprio sul canyon e con il cartello di Nan. Tuttavia poco dopo il paesaggio torna più "normale". Sempre canyon tra le rocce, ma più simile a quello che abbiamo attraversato in gran parte. Insomma, davvero bello un piccolo pezzo, ma se fossimo partiti apposta da Torino, sarebbe stata una vera delusione. Proseguiamo verso Malleval en Vercors e poi torniamo indietro per proseguire il viaggio.
Pernottiamo nel paesino di Fontanil Cornillon, nei pressi di Grenoble, all'Hotel Le Néron. Meritato relax nella piscina, passeggiata intorno all'hotel nei vari ristoranti e cena.

10 agosto (170 km)
Dopo una ricca colazione partiamo verso casa, ma senza fretta. Seguendo per casa vediamo le indicazioni per il Col du Lautaret, che avevamo percorso solo in parte per raggiungere il Colle di Galibier. Quindi all'altezza di Vizille deviamo e saliamo in cima al Lautaret.
È un valico alpino alto 2058 m, aperto tutto l'anno e che è stato numerose volte tappa del Tour de France, motivo per cui in cima è pieno di statuine di biciclette.
Dopo una sosta valutiamo se proseguire nella parte che avevamo percorso in passato e giungere a Biançon, oppure allungare ancora un po' percorrendo anche il Col du Galibier. Ovviamente optiamo per la seconda opzione e saliamo ancora sino a 2642 m.
Eravamo già stati sul Galibier, ma ce lo godiamo in modo diverso, più rilassato, e ammiriamo fino in fondo il suo paesaggio.
Anche in questo caso è un valico alpino mèta di numerosi Tour de France, che collega il Lautaret con Valloire.
Giunti al fondo del colle è ormai ora di pranzo, quindi ci fermiamo a mangiare e poi visitiamo il piazzale con le caratteristiche sculture di paglia e fieno di Valloire. Ci eravamo già stati, ma è passato oltre un anno e le sculture sono state sostituite con soggetti diversi.
Infine ripartiamo e scendiamo dal Col du Télégraphe (1566 m d'altitudine).
Proseguiamo sempre in territorio francese passando Modane ed infine, attraverso il Col du Mont Cenis (2083 m d'altitudine), anch'esso sempre stupendo con il suo lago e la diga, giungiamo in Val di Susa in Italia e torniamo in quel di Torino.

Un viaggio super interessante, dal mare alla montagna, attraverso climi diversi e paesaggi mozzafiato!
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